SPORTELLO SPORTIVO - RIPARTIAMO DA QUI

Lo SPORTELLO SPORTIVO è un servizio che Fispin mette a disposizione dei centri affiliati e per coloro che necessitano supporto, realizzato in collaborazione con i professionisti di Fispin, ASI Toscana e lo Studio Mattonai.

In questo momento è necessario restare uniiti e coesi e, soprattutto, sempre aggiornati così da poter fronteggiare al meglio il momento che stiamo vivendo e le conseguenze che dovremo affrontare al termine dell'emergenza.

Per informazioni o delucidazioni è possibile inviare una mail a Barbara@spinning.it mentre su questa pagina troverete le domande più frequenti con le risposte aggiornate secondo gli ultimi decreti emessi.

I diversi argomenti selezionati, rimandano a degli articoli di approfondimento redatti dai nostri consulenti

SLITTAMENTO VERSAMENTI DEL 1642020: DECRETO LIQUIDITA' (aggiornamento al 16 Aprile 2020)

Slittano le scadenze di aprile e maggio 2020 per:

- ritenute su redditi da lavoro dipendente e assimilati

-addizionali Irpef indistintamente comunali o regionali

- contributi previdenziali e assistenziali e premi di assicurazioni obbligatorie

- IVA relativa al solo mese di marzo

Lo slittamento è fissato alla data del 30 giugno 2020

Il contribuente può pagare in unica soluzione o in n.5 rate

Chi può beneficiare:

- i contribuenti che hanno la sede legale o operativa entro le cd “zone rosse” a prescindere dal possesso degli altri requisiti richiesti

- i contribuenti che hanno iniziato la propria attività a decorrere dall'142019

- i contribuenti con fatturato inferiore a 50 milioni di euro se nel mese di marzo o di aprile 2020 hanno subito una diminuzione di fatturato o incassi almeno del 33% rispetto ai risultati (fatturato + corrispettivi) delle stesse mensilità di marzo eo aprile del 2019.

Pertanto:

- chi ha subito un calo inferiore al 33% non potrà usufruire dello slittamento dei versamenti al 30 di giugno 2020

- se il contribuente ha rilevato il calo del 33% solo in riferimento al mese di marzo o solo a quello di aprile 2020 (facendo sempre riferimento ai mesi di marzo 2019 e aprile 2019) potrà usufruire dello slittamento al 30 giugno 2020 dei versamenti già scadenti al mese di aprile o di quelli già scadenti al mese di maggio 2020.

Per leggere l'articolo completo clicca QUI

Indennità collaboratori sportivi - (aggiornamento all'08 Aprile 2020)

Per leggere gli ultimi aggiornamenti clicca QUI e verrai reindirizzato al sito di Sport e Salute.

Indennità collaboratori sportivi - (06 Aprile 2020)

Indennità Collaboratori Sportivi

E’ stato emanato oggi il Decreto attuativo del MEF e di Sport e Salute al fine della definizione delle modalità per la richiesta da parte dei collaboratori sportivi dell’indennità di 600 euro prevista dal Decreto Cura Italia per il mese di marzo 2020.

Chi può richiedere l’indennità?
- Coloro che hanno in essere rapporti di collaborazione di cui all’art. 67, comma 1, lettera m) del DPR 22 dicembre 1986 n. 917 (sportivi e amministrativo gestionali) alla data del 23 febbraio 2020 e ancora pendenti al 17 marzo 2020 con sodalizi sportivi iscritti nel Registro Coni alla stessa data;
- Coloro che non hanno percepito redditi da lavoro per il mese di marzo 2020, né Reddito di Cittadinanza;
- Coloro che non rientrano nell’ambito di applicazione dell’art. 27 del Decreto Cura Italia e nemmeno nelle indennità previste agli artt. 19, 20, 21, 22, 28, 29, 30, 38, 44.
Hanno priorità i collaboratori sportivi che non hanno percepito compensi superiori ai 10.00 euro nell’anno 2019

Modalità termine di scadenza di presentazione della domanda:

Da martedì 7 aprile alle ore 14,00 sarà attivata la piattaforma informatica sul sito di Sport e Salute (www.sportesalute.eu), dove compilare la domanda.

Le domande possono essere presentate entro il 30 aprile 2020.


Procedura:
- Prenotazione: inviare un SMS indicando il proprio Codice Fiscale al numero che sarà indicato su Sport e Salute a partire da martedì 7 aprile; si riceverà un codice di prenotazione con indicazione del giorno e della fascia oraria in cui sarà possibile compilare la domanda sulla piattaforma;
- Accreditamento: con il codice ricevuto via telefono sarà possibile accreditarsi; sarà necessario il proprio indirizzo mail e codice fiscale;
- Compilazione e Invio domanda: dopo l’accreditamento sarà possibile procedere alla compilazione della domanda seguendo le indicazioni del form on line e caricando i documenti richiesti.

Quali sono i documenti da allegare?

  • Fotocopia del documento di identità, fronte retro e in corso di validità
  • Copia del contratto di collaborazione o della lettera di incarico
  • Solo in assenza di uno dei precedenti allegare copia della quietanza relativa all’avvenuto pagamento del compenso di febbraio 2020

Modalità di Erogazione

L’indennità sarà erogata direttamente da Sport e Salute, entro 30 giorni dalla ricezione della domanda, tramite bonifico bancario all’IBAN indicato nella domanda.

Per info e consulenza sulla predisposizione della pratica scrivere a barbara@spinning.it

Per leggere l'approfondimento cliccare QUI

Art. 94 del decreto Cura Italia - Locazioni - (02 Aprile 2020)

Come noto, l'Art. 94 del decreto Cura Italia, prevede per le federazioni sportive nazionali, EPS, ASD e SSD una sospensione temporanea (fino al 3152020) dei versamenti dei canoni di locazione e concessione per gli impianti sportivi pubblici di proprietà dello Stato e degli enti territoriali.

Ma che cosa è previsto invece per quei soggetti che esercitano nel settore sportivo, che hanno stipulato contratti di locazione ad uso commerciale con soggetti privati e che, a fronte delle misure recentemente adottate dal nostro Governo, potrebbero trovarsi nella difficoltà di dover sostenere il pagamento del canone alle scadenze pattuite a causa degli effetti della sospensione o riduzione della propria attività.

L'impossibilità di svolgere l'attività, non è imputabile a nessuna delle parti, è dovuta ad una emergenza straordinaria di tutela della salute.

Il conduttore, da parte sua, può non nutrire interesse a liberarsi dal vincolo contrattuale (si pensi ad esempio nel caso in cui abbia investito tanto denaro), avendo, semmai, ancora più interesse ad esercitare l'attività nello stesso immobile, una volta passata l'emergenza. Dall'altro lato il locatore difficilmente avrà interesse all'interruzione del rapporto contrattuale con conseguente perdita dei canoni.

Occorre quindi considerare diverse questioni, ovvero: l'esigenza di sospendere il pagamento del canone, la necessità a continuare ad avere la disponibilità dell'immobile ed al tempo stesso nulla dovere al proprietario a titolo di canone.

E’ opportuno il riferimento al Codice Civile e alla normativa generale che regola i rapporti obbligatori nascenti da contratto e considerare che l'art. 91 del DL 18/2020 considera le conseguenze di un inadempimento qualora le stesse derivino dal “rispetto delle misure di contenimento di cui al presente decreto” precisando che tale situazione “è sempre valutata ai fini dell'esclusione, ai sensi e per gli effetti degli artt. 1218 (responsabilità del debitore) e 1223 (risarcimento del danno) c.c.e ciò in relazione a “eventuali decadenze civili o penali connesse a ritardi o omessi adempimenti”. Ciò significa che il mancato pagamento del canone (inadempimento) o il ritardo nel pagamento, se effettivamente giustificati dal rispetto delle misure dettate dal provvedimento sopra citato, non fanno scattare l'obbligo risarcitorio normalmente previsto.

Esaminiamo nel dettaglio le varie disposizioni normative che possono costituire un riferimento per la soluzione dei nostri problemi.

Appare difficile sostenere il diritto del conduttore ad un'automatica riduzione del canone. Nel difetto di una tale automaticità, come può agire questi per ottenere una riduzione del canone di locazione?

- La soluzione più semplice e immediata potrebbe essere quella di chiedere, per le vie ordinarie, al locatore una riduzione del canone - quantomeno per il periodo di crisi -  e concordare ciò in via amichevole e transattiva.

- nel caso in cui vi sia un rifiuto da parte del locatore ad addivenire ad una soluzione bonaria, è possibile utilizzare lo strumento della “mediazione rivolgendosi ad un Organismo di Mediazione presente sul territorio, far convocare il locatore e avanzare, in detta sede, la richiesta di riduzione.

  • Nel caso di esito negativo della mediazione, l'unica chance rimanente è quella del Giudizio, ponendo a sostegno delle proprie ragioni, una delle ipotesi formulate in precedenza.

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Decreto N. 18 del 17 Marzo 2020  - Art.27 (02 Aprile 2020)

L’Art. 27 prevede l’assegnazione dell’indennità per liberi professionisti titolari di partita iva attiva al 23/02/20 e ai co.co iscritti alla Gestione separata INPS non titolari di altre forme previdenziali obbligatorie (riconducibili in ambito sportivo ai collaboratori sportivi con partita iva).

Da ieri, 1° aprile 2020, i “soggetti con Partita IVA” e i “Co.Co.Co. soggetti ai contributi INPS” e più in generale gli artigiani e commercianti iscritti alla gestione separata, possono accedere al sito dell’INPS (www.inps.it) e inviare la domanda di indennità (una tantum) di 600€ prevista dal Decreto “Cura Italia”.

Da oggi anche gli Studi Professionali possono prendere in carico le domande, clicca QUI per maggiori informazioni.

Decreto N. 18 del 17 Marzo 2020  - Art. 96 (Indennità collaboratori sportivi - 1 Aprile 2020)

Un breve chiarimento a fronte delle tante richieste che stiamo ricevendo: la domanda di richiesta di indennità di 600€ possibile da oggi (1 aprile) riguarda SOLO i titolari di Partita IVA e i Co.Co.Co. (soggetti a contributi INPS).

Per i COLLABORATORI SPORTIVI è necessario aspettare ancora le indicazioni circa la presentazione della domanda che dovrà essere presentata sul sito "Sport e Salute" (e NON sul sito dell'INPS).

Non è ancora stato reso noto quando potrà essere presentata la domanda.

Art. 98 (Misure straordinarie urgenti a sostegno della filiera della stampa) Decreto CuraItalia (31 Marzo 2020)

All’articolo 98 del decreto CuraItalia è prevista una estensione del cosiddetto Bonus Pubblicità, così come già introdotto dall’art. 57-bis D.L. 50/2017 e successive modificazioni.

Quali sono i soggetti individuati dalla norma?

  • Imprese
  • lavoratori autonomi
  • enti non commerciali,

Come si individuano le tipologie di investimenti compresi?

  • pubblicità su stampa periodica o quotidiana, anche on line e su emittenti sia televisive che radiofoniche locali, analogiche e digitali.
  • non rilevano le inserzioni pubblicitarie sui motori di ricerca e sui social, televendite, spese accessorie e costi di intermediazione.
  • I soggetti verso cui viene effettuato l’investimento devono essere iscritti al ROC (Registro degli Operatori della Comunicazione) o registrati presso il tribunale e dotati di un Direttore responsabile.

Quale è la misura agevolativa prevista?

Un credito d’imposta, da utilizzare in compensazione tramite modello F24, pari al 30 per cento del valore di tali investimenti sostenuti nel corso dell’anno 2020.

Quali sono le modalità per usufruire dell’incentivo?

  • Presentazione della “Comunicazione per l’accesso al credito d’imposta” per effettuare la prenotazione, da effettuarsi nel mese di settembre 2020;
  • Presentazione della “Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati”, da effettuarsi a gennaio 2021;
  • Pubblicazione dell’elenco dei soggetti ammessi alla fruizione del credito d’imposta sul sito del Dipartimento.

E’ prevista una apposita piattaforma tra i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate accessibile con le credenziali Entratel e Fisconline, SPID o CNS.

Rispetto alla previsione normativa originaria il decreto CuraItalia incrementa così l’entità dell’agevolazione, che non è più limitata all’1 per cento delle spese incrementali rispetto all’anno precedente, ma è pari al 30 per cento dell’investimento sostenuto nell’esercizio attuale.

Rimane confermato l’ambito della agevolazione che è concessa nel limite massimo dello stanziamento annualmente previsto e nei limiti dei regolamenti dell’Unione Europea in materia di aiuti “de minimis”.

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Decreto N. 18 del 17 Marzo 2020  - Art. 96 (Indennità collaboratori sportivi - 29 Marzo 2020)

L’art. 96 del Decreto n. 18 “Cura Italia”, è al centro di valutazioni e interpretazioni, ma soprattutto dubbi su chi avrà accesso al bonus di 600,00 euro previsto per il mese di marzo, in che modo, fino a che limite e quali saranno le modalità operative di individuazione del beneficiario.

Soggetti beneficiari

  • L’Art. 27 prevede l’assegnazione dell’indennità per liberi professionisti titolari di partita iva attiva al 23/02/20 e ai co.co iscritti alla Gestione separata INPS non titolari di altre forme previdenziali obbligatorie (riconducibili in ambito sportivo ai collaboratori sportivi con partita iva)
  • L’Art. 96 prevede l’assegnazione dell’indennità per collaboratori sportivi dilettantistici e amministrativi – gestionali che alla data del 23 febbraio hanno in essere una collaborazione con federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva, società e associazioni sportive dilettantistiche.

Modalità di presentazione delle domande

Le richieste di indennità e l’erogazione della stessa, pari ad € 600,00, saranno gestite dalla società Sport e Salute S.p.A.. Non viene fatta però menzione sulle modalità, infatti si precisa che l’articolo non parla di presentazione personale di istanza di indennità, ma di domande degli interessati, ergo, può ritenersi ammissibile l’ipotesi di presentazione a mezzo di intermediario/professionista munito di apposita delega.

Le risorse destinate a tale misura sono pari a 50 milioni di euro per l’anno 2020 e saranno assegnate secondo l’ordine cronologico di presentazione della pratica.

Entro i primi giorni di Aprile, con specifico Decreto del MEF in concerto con Sport e Salute Spa, saranno date le informazioni mancanti.

In riferimento alla individuazione dei soggetti beneficiari

La domanda che ci poniamo è: quale sarà il sistema di individuazione dei beneficiari?

L’articolo 96 detta in maniera inequivocabile due condizioni in capo al soggetto richiedente ed una in capo al sodalizio con cui è in essere la collaborazione:

  • Che il rapporto di collaborazione fosse in essere al 23 febbraio 2020;
  • Che non siano percepiti altri redditi da lavoro;
  • L’iscrizione al registro CONI così come da legge 186 del 27 luglio 2004;

Ad oggi viene richiesta SOLO una autocertificazione relativamente alle prime due condizioni, non sono richiesti documenti aggiuntivi, mentre la regolare iscrizione al Registro CONI del sodalizio sportivo sarà verificata da Sport e Salute S.p.A..

Visto che la pratica dovrà essere presentata in maniera tempestiva può essere consigliabile disporre di un identificativo SPID, che potrebbe essere richiesto per la presentazione della pratica stessa.

Come richiedere lo Spid?

Gestione della domanda

Fispin attraverso il suo team di professionisti, a seconda del contenuto delle istruzioni, sarà alternativamente di supporto:

  • in caso di presentazione autonoma del richiedente: nel supporto alla compilazione;
  • in caso in cui la richiesta possa essere presentata da un soggetto diverso dal Richiedente. Nella presentazione della domanda di indennità per conto del Richiedente.

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ART. 57 d.l. “Cura Italia” (27 Marzo 2020)

L’art. 57 del D.l. n. 18 del 2020, emanato attraverso Gazzetta Ufficiale del 17 marzo 2020, ha ad oggetto il supporto alla liquidità delle imprese colpite dall’emergenza epidemiologica mediante meccanismi di garanzia, al fine di contenere le perdite che le imprese subiranno a causa della scarsa circolazione di denaro dovuta alla “quarantena” che il popolo italiano sta attraversando per far fronte all’evento straordinario di questi giorni.

QUALI STRUMENTI?

Lo strumento che lo Stato ha predisposto per affrontare la situazione contingente sarà la Cassa depositi e prestiti S.p.a. fino ad un massimo dell’esposizione assunta.

Il fondo, istituito nello stato di previsione del MEF, avrà una dotazione iniziale di 500 milioni di Euro solo per l’anno 2020 e alla copertura degli oneri si provvederà ai sensi dell’art. 126 del Decreto in oggetto.

CHI SONO I BENEFICIARI?

I settori che potranno beneficiare della misura in questione saranno successivamente individuati con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico, i quali dovranno, a loro volta, individuare criteri e condizioni che potranno dar luogo alla suddetta garanzia.

I CENTRI SPORTIVI RIENTRANO TRA I BENEFICIARI?

A questo punto, premettendo che il MEF e il Ministero dello Sviluppo economico individuino il settore sportivo quale beneficiario delle misure descritte, è opportuno, in questa prima disamina della misura, mettere a fuoco il concetto di “impresa” così come enunciato al comma 1 dell’art. 57 al fine di fornire un’interpretazione chiara ed esaustiva per coloro che possano o meno rientrare nelle misure.

Naturalmente tutti i centri fitness che rivestono la forma giuridica di ditta individuale, s.r.l., s.a.s., s.n.c. o s.p.a. avranno, senza ombra di dubbio, diritto al supporto predisposto dallo Stato.

Per quel che riguarda invece i centri fitness che rivestono la forma giuridica di A.S.D. e S.S.D., si ritiene che mentre queste ultime possono rientrare nel concetto di impresa, per le prime dovrebbe vengano a mancare i requisiti previsti nel Decreto.

Attendiamo il decreto del MEF, al fine da poter fornire ulteriori risposte agli operatori del settore sportivo/fitness.

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IL CONTENUTO DELL’ART. 56 D.L. N.18/2020 (26/03/20)

In un contesto di forte criticità economica legato al diffondersi dell’epidemia da Covid-19, il D.l. n. 18/2020, all’art. 56, pone un’importante tutela volta alle cosiddette micro, piccole e grandi imprese, offrendo loro importanti strumenti di sostegno finanziario, diretti alle attività danneggiate in relazione alle esposizioni debitorie nei confronti di banche, di intermediari finanziari e/o di soggetti abilitati alla concessione del credito.

Per quei casi in cui alla data di entrata in vigore del Decreto fossero già in essere prestiti o linee di credito, sono infatti previste misure di sostegno finanziario quali:

  • Nessuna revoca fino al 30.09.2000 per “crediti esistenti alla data del 29 febbraio 2020 o in essere alla data di pubblicazione del Decreto (17 marzo 2020)”;
  • Prorogaper i contratti per prestiti non rateali” con scadenza contrattuale prima del 30 settembre 2020 e per tutti gli elementi accessori al contratto principale;
  • Sospensione dei pagamenti fino alla data del 30 settembre 2020 compreso (che quindi non dovrà essere pagata) “per mutui e altri finanziamenti con rimborso rateale […], con le rate e i canoni di leasing con scadenza anteriore al 30.9.2020”.

Il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto della sospensione, è dilazionato secondo modalità che dovranno assicurare l’assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti, solo gli oneri amministrativi resteranno a carico dell’intermediario.

SOGGETTI BENEFICIARI DELLA PREVISIONE DI CUI ALL’ART. 56

Se è chiaro che la norma individua come soggetti beneficiari la micro, la piccola e la media impresa, può essere utile invece interpretare il concetto di impresa anche alla luce della raccomandazione 2003/3617CE della finanziaria 2016 richiamata nella norma in esame.

INTERPRETAZIONE ESTENSIVA O RESTRITTIVA DEL CONCETTO DI IMPRESA?

Analizzando in maniera organica il decreto e i riferimenti di cui sopra è presumibile interpretare il concetto di impresa in maniera estensiva e comprensiva anche delle figure libero-professionali.

POSSONO RIENTRARE NEL CONCETTO DI IMPRESA LE A.S.D. e le S.S.D.?

Da una analisi combinata degli artt. 2082 e 2195 del c.c., dove il primo definisce il concetto di imprenditore come “colui che esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi” e il secondo ne individua le categorie di attività, possiamo dire di essere in presenza di un’impresa quando l’attività è esercitata con professionalità, economicità, attraverso un’organizzazione e perseguendo un profitto.

È pacifico che tutti i centri fitness che rivestono la forma giuridica di ditta individuale, s.r.l., s.a.s., s.n.c. o s.p.a. potranno usufruire del supporto predisposto dallo Stato nell’art. 56 del d.l. “CuraItalia”.

Per quel che riguarda invece i centri fitness che rivestono la forma giuridica di A.S.D. o S.S.D., è opportuno puntualizzare che le prime sono associazioni con finalità sportive che non perseguono scopo di lucro, sicché la loro natura è inconciliabile con l’esercizio professionale dell’attività economica (art. 2082 c.c.) nonché in assenza, a rigore, anche di una finalità volta al conseguimento del profitto. Le S.S.D., invece, sono costituite nella forma di società di capitali o società cooperative, che pur senza scopo di lucro e col fine dell'attività sportiva riconosciuta dal Coni, dal punto di vista fiscale a differenza delle prime, mantengono la propria natura commerciale. Di conseguenza le S.S.D., possono essere qualificate come imprese e sono tenute, come tali, ad espletare tutti i relativi adempimenti. Pertanto, da una prima interpretazione della norma si ritiene che soltanto i centri fitness nella forma di A.S.D non sembrano poter beneficiare delle misure previste dalla norma in esame.

Dato il frenetico susseguirsi delle normative in materia, non sono esclusi ulteriori profili che necessiteranno di approfondimento.

MODALITA’ DI ACCESSO ALLE MISURE DI CUI ALL’ART. 56 D.L. 18/2020.

La condizione per accedere alle misure è che l’impresa richiedente sia “in bonis”, vale a dire che non abbia posizioni debitorie, inadempienze probabili ed esposizioni scadute. In particolare non devono avere rate di finanziamenti, mutui, leasing ecc. scadute (ossia non pagate o pagate parzialmente) da più di 90 giorni. Il MEF ha inoltre precisato che a tali misure possono ricorrere anche quelle imprese, comunque in bonis, che abbiano ottenuto già misure di sospensione o ristrutturazione dello stesso finanziamento nell’arco dei 24 mesi precedenti.

Per accedere alle citate misure, deve essere presentata alla propria banca/intermediario finanziario una specifica comunicazione corredata da dichiarazione con la quale l’impresa autocertifica di aver subito in via temporanea una carenza di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da Covid-19, attestando che, alla data del Decreto non siano segnalate dall’intermediario situazioni sintomatiche che qualificano il credito come “deteriorato”.

In sintesi, nella suddetta comunicazione, l’impresa deve auto-dichiarare:

  • il finanziamento per il quale si presenta la comunicazione di moratoria;
  • di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza della diffusione dell’epidemia da COVID-19;
  • di soddisfare i requisiti per la qualifica di micro, piccola o media impresa;
  • di essere consapevole delle conseguenze civili e penali in caso di dichiarazioni mendaci ai sensi dell’art. 47 DPR 445/2000.

L’invio da parte dell’impresa può avvenire tramite PEC, ovvero attraverso altre modalità che consentano di tenere traccia della comunicazione con data certa.

Ad ogni modo sarebbe opportuno ed auspicabile che le imprese contattino la banca o l’intermediario finanziario per valutare le opzioni migliori, tenuto conto che nel decreto legge in discorso sono previste anche altre importanti misure a favore delle imprese come quelle che prevedono l’intervento del Fondo di garanzia PMI e che possono collegarsi con la misura della moratoria. Le banche possono inoltre offrire ulteriori forme di moratoria.

Gli intermediari finanziari sono tenuti all’accettazione di tale comunicazione se le auto-certificazioni rispettano i requisiti previsti dal decreto legge; non viene infatti verificata la veridicità delle dichiarazioni effettuate dalle imprese, ma solo che la predetta comunicazione contenga gli elementi sopra indicati

Finanziamenti agevolati e con provvista di terzi (art. 56 comma 6 del d.l. n. 18 del 17 marzo 2020)

Con riferimento ai finanziamenti erogati con fondi di terzi (in tutto o in parte), le misure in discorso sono realizzate senza preventiva autorizzazione da parte dei suddetti soggetti, con automatico allungamento del contratto di provvista in relazione al prolungamento dell’operazione finanziaria, alle stesse condizioni del contratto originario. Nel caso in cui il finanziamento sia assistito da agevolazioni pubbliche, le banche o gli intermediari finanziari saranno tenuti ad informare l’ente agevolatore dell’istanza pervenuta. Trascorsi 15 giorni dalla comunicazione all’ente agevolatore, la banca/intermediario finanziario potrà procedere senza ulteriori formalità alla sospensione del finanziamento secondo il principio del silenzio assenso.

LE GARANZIE SUSSIDIARIE DELLO STATO

Le operazioni oggetto delle misure di sostegno sono ammesse, senza valutazione, alla garanzia di un’apposita sezione speciale del Fondo di garanzia con una dotazione di 1,73 miliardi di euro. Per avvalersi di tale garanzia, il soggetto finanziatore trasmette una richiesta telematica.

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Sanificazione degli ambienti di lavoro, gli aiuti del Decreto "Cura Italia" (23-03-2020)

Art. 64 Decreto CuraItalia, sulla sanificazione degli ambienti
All’interno del Decreto Cura Italia, al Titolo IV “Misure fiscali a sostegno della liquidità delle famiglie e delle imprese” è previsto un credito d’imposta per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro.


Al fine infatti del contenimento del contagio da CODIV-19 sono state incentivate le attività di sanificazione degli ambienti per coloro che esercitano attività di impresa, arte o professione.

E’ riconosciuto infatti un credito d’imposta pari al 50% delle spese di sanificazione sostenute e fino al limite di euro 20.000 per ciascuna impresa, da utilizzarsi in relazione al periodo di imposta 2020, presumibilmente a prescindere dal fatto che l’attività sia stata interrotta volontariamente o meno, o sia invece continuata.

Tale credito è riconosciuto fino all’esaurimento di un plafond di 50 milioni di euro per l’anno 2020.
Entro 30 giorni dall’emanazione del presente decreto, e quindi entro il 16 aprile p.v., attendiamo il decreto che il MISE in concerto con il MEF dovrà emanare in ordine alle modalità di applicazione e di fruizione del credito stesso.

Non è indicata da nessuna parte la data a partire dalla quale i costi sostenuti possono essere computati al calcolo di tale credito, ma una interpretazione organica del Decreto ci permette senza dubbio di individuarla nel 23 febbraio, anche se potrebbe essere presumibile anticipare tale data laddove ci siano stati adeguamenti necessari al fine di far fronte alla riduzione del contagio.

E’ però facile presumere che la ratio di questa norma possa trovarsi anche nelle misure di sanificazione che saranno richieste alle attività prima della riapertura.

In ambito sportivo c’è ad esempio già stata l’ordinanza n. 6 del 12/03/2020 con la quale il Sindaco della Città di Albignasego (PD) ordina al gestore di una piscina la sostituzione con il rinnovo dell’acqua della vasca rispettando specifici valori di cloro attivo combinato e acido isocianurico, con conseguente riscontro da parte delle autorità competenti e successivo reintegro con acqua nuova.

Sospensione dei versamenti (22-03-2020)

All’interno del Decreto CuraItalia, si evidenzia l’attenzione al mondo sportivo e ai soggetti che operano al suo interno in vari articoli.

Nello specifico all’art. 61 si identificano tra i beneficiari delle misure di sospensione dei versamenti inerenti ritenute, contributi previdenziali e assistenziali e premi per l’assicurazione obbligatoria, anche le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva, società e associazioni sportive dilettantistiche e professionistiche, soggetti che gestiscono impianti e strutture sportive.

Oggetto della sospensione, in essere fino al 31 maggio 2020, sono:

- ritenute alla fonte operate, in qualità di sostituti d'imposta, nei confronti dei lavoratori dipendenti (di cui rispettivamente agli artt. 23 e 24 del d.P.R. n. 600 del 1973);

- adempimenti e versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali;

- premi per l'assicurazione obbligatoria;

- versamenti IVA in scadenza nel mese di marzo.

Per quanto riguarda le modalità e i termini dei versamenti, dovranno essere effettuati senza applicazione di sanzioni e interessi secondo una delle due opzioni seguenti:

- in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020;

- mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di giugno 2020.

Qualora si fosse già proceduto ad effettuare detti versamenti, non è possibile chiedere il rimborso di quanto già versato.

Quelle sopra elencate sono le misure adottate ad oggi. E' d'obbligo far presente che la situazione normativa è in continua evoluzione ed è pertanto opportuno prestare un'attenzione costante ai vari interventi normativi e di altra natura che si succederanno nel tempo.

Per leggere l'approfindimento completo clicca QUI

Attività commerciali e sportive - nuova stretta del Governo (22-03-2020)

Nuove limitazioni in materia di attività commerciali e sportive secondo l’ordinanza del Ministro della Salute per contrastare e contenere il contagio da Coronavirus.

Stop infatti anche allo svolgimento di attività ludica o ricreativa all'aperto, se non nei pressi della propria abitazione e in maniera individuale. Si conferma il rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona. È vietato l'accesso ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici.

"Non abbiamo vietato del tutto l'attività fisica perché ci sono persone che ne hanno necessità per patologie particolari. L'appello è di evitare la corsetta mattutina o serale se non è necessaria per la salute”, ha spiegato il Ministro alle politiche giovanili e allo sport, Vincenzo Spadafora.

Per quanto riguarda le attività commerciali, "sono chiusi gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, posti all'interno delle stazioni ferroviarie e lacustri, nonché nelle aree di servizio e rifornimento carburante, con esclusione di quelli situati lungo le autostrade”.

Le disposizioni della presente ordinanza producono effetto dalla data del 21 marzo 2020 e sono efficaci fino al 25 marzo 2020.

 

Affitto

Le misure del Decreto Cura Italia

Per le federazioni sportive nazionali, EPS, ASD e SSD l'articolo 94 (sospensioni versamenti canoni per il settore sportivo) prevede la sospensione del pagamento fino al 31/05/2020 dei canoni di locazione e concessori per gli impianti sportivi pubblici dello stato e degli enti territoriali.

I versamenti dei canoni sospesi dovranno essere poi effettuati o in unica soluzione entro il 30/06/2020 o tramite rateizzazione fino a massimo 5 rate mensili sempre da Giugno 2020.

Clicca qui per sapere come fare

Collaboratori e dipendenti

Nel periodo di sospensione delle attività cosa fare se:

La receptionist si reca in palestra per gestire le richieste che arrivano via mail o telefonicamente.

Un addetto gestionale-amministrativo viene a lavoro per gestire i pagamenti o eventuali adempimenti.

Il manutentore o gli addetti alle pulizie entrano nel centro per lavori di manutenzione necessari.

In questi casi la cosa è importante garantire un ambiente di lavoro sicuro, come previsto dal D.P.C.M 8 marzo 2020. 

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Per tutti gli altri dipendenti invece, a fronte della chiusura, puoi sospendere l’attività concedendo un periodo di ferie o accordarti per proseguire l’attività con il lavoro agile o smart working o telelavoro. 

Sono attese nuove misure per il 14 marzo 2020

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Gestione abbonamenti e ingressi

Dopo la chiusura delle palestre al fine di contrastare la diffusione del Covid-19, quale sarà il destino degli abbonamenti?

I fruitori potranno chiedere una restituzione di quanto pagato?

Gli abbonamenti si protrarranno?

Avranno la loro naturale scadenza come se nulla fosse accaduto?

In questo caso la prima prima distinzione da fare è tra ASD, SSD o Società Commerciali.

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Centro estetico chiuso

Se nel tuo centro sportivo è presente anche il centro estetico le cose che dovresti fare sono:

  • Comunicare la chiusura, a mezzo PEC, al Comune dove ha sede la tua attività, se hai optato per la chiusura facolativa (prima del 12/03/2020) per tutelare il personale,  a causa del calo della clientela e per l’impossibilità di garantire la distanza di sicurezza.

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  • Metterti in regola con la trasmissione dei corrispettivi telematici

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Utenze 

Per il momento la sospensione delle utenze ricguarda solo le aree più colpite (ovvero Bertonico, Casalpusterlengo, Castegerundo, Castiglione d’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini e Vo’.

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Tasse e sospensione dei pagamenti

Fino a questo momento le agevolazioni emanate coinvolgono un gruppo limitato di soggetti ovvero quelli ricompresi nella originaria zona rossa, gli 11 comuni tra Lombardia e Veneto.

Nuove misure sono attese per il 13 marzo 2020, data incui essere emanato un nuovo decreto.

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La scadenza dei versamenti fiscali (F24) prevista per lunedì 16 marzo è stata prorogata. Seguiranno aggiornamenti sulle nuove scadenze.

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Mutui e leasing 

Ad oggi si attendono aggiornamenti su questo argomento. La sospensione dei pagamenti dei mutui per famiglie e imprese colpite dagli effetti del Coronavirus è una vicina realtà. In attesa delle manovre attese, clicca qui per sapere le misure già in atto, anche da parte di alcuni istituti bancari.

Centro di fisioterapia 

Se nel tuo centro sportivo è presente anche il centro di fisiterapia o di riabilitazione, questo tipo di attività può non essere soggetto ad interruzione, purchè siano garantite le misure di sicurezza previste dal D.P.C.M. 8 marzo 2020, come la distanza interpersonale di sucurezza di almeno 1 metro. Ti proponiamo dei suggerimenti per garantire al tuo personale e ai fruitori un ambiente sicuro.

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In questa situazione è consigliabile o possibile fare sport all’aria aperta?

Leggi qui l'articolo on line sul nostro blog a cura del Master Instructor Roberto Sara

leggi qui se vuoi informazioni circa il Decreto Cura Italia.